Numeri... Non chiacchere: misurare per migliorare!

La terza giornata della Medicina Interna dell’Azienda Toscana Centro vuol riflettere, numeri alla mano su alcune problematiche di largo impatto in ambito internistico. Non saranno perciò relazioni teoriche, ma corredate da numeri nella nostra popolazione di malati sempre più complessi e polipatologici. La giornata è suddivisa in 7 spazi di 30 minuti ciascuno in cui affronteremo differenti tematiche con un introduzione, una relazione e una discussione indirizzata , seguirà una tavola rotonda per riflettere sul ruolo dei day service come strumento di continuità ospedale territorio e nel pomeriggio esercitazioni pratiche sulla diagnostica ecografica bed side dedicate ai più giovani.

1° SPAZIO: L’ictus criptogenetico è un problema rilevante che richiede l’applicazione di uno specifico PDTA per effettuare un’adeguata profilassi secondaria. La percentuale di ictus ischemici che resta senza definizione eziopatogenetica nei nostri reparti al momento della dimissione rimane molto elevata: se un limitato utilizzo di risorse può essere in parte giustificato dall’elevata età media di molti pazienti, spesso associata ad esiti invalidanti dell’evento ischemico cerebrale, va riconosciuto che una parte non piccola di pazienti, anche giovani, non è ancora sottoposta ad un work-up diagnostico strutturato ai fini della ricerca eziologica. Un approfondito iter diagnostico, con un approccio differenziato in base all’età e alle caratteristiche cliniche dei pazienti, appare quindi necessario e della massima importanza per la definizione eziologica, al fine di ottimizzare le strategie di prevenzione secondaria e ridurre il rischio di recidiva di eventi ischemici.

2° SPAZIO: Con l’introduzione degli anticoagulanti orali diretti, più facili nella gestione degli AVK,la percentuale di pazienti anche fragili anticoagulati va aumentando. Con i DOAC il follow-up è principalmente clinico affidato al MMG ma anche all’internista con specificità di gestione integrata. I numeri dimostrano che il follow-up aumenta l’aderenza al trattamento e rinforza l’educazione del paziente/care-giver; individua e corregge i fattori di rischio emorragico; individua precocemente il deterioramento della funzione epatica e renale, l’anemizzazione e il rischio di complicanze; permette di intervenire in caso di sospensione del trattamento o la sua variazione ( di dosaggio, di farmaco o passaggio a AVK); permette di valutare la tempistica di reintroduzione della terapia dopo una sospensione per complicanze; ma anche consente la diagnosi di nuove patologie; convalida la corretta selezione del paziente da anti coagulare e non ultimo costituisce un feedback conoscitivo per il medico, aumenta la sua expertise e quindi l’appropriatezza della prescrizione.

3° SPAZIO: IL follow-up del paziente con embolia polmonare è necessario nella tempistica corretta per stabilire la durata della terapia e l’insorgenza di eventuali complicane quali l’ pertensione polmonare secondaria che impone specifici trattamenti. Partendo dai nostri numeri vogliamo sensibilizzare gli internisti alla scelta di un piano adeguato utilizzando correttamente le nostre risorse aziendali.

4° SPAZIO: La sepsi in medicina interna è un problema sempre più pressante che impone scelte organizzative e cliniche rilevanti in una tempistica adeguata. I nostri numeri ci confermano i dati della letteratura e fornisco indicazioni specifiche su incidenza e prevalenza dei pazienti con sepsi ricoverati nei nostri setting, nonché le loro caratteristiche cliniche e le classi di antibiotici utilizzate.

5° SPAZIO: I pazienti fuori reparto rappresentano un problema che la Medicina Interna si trova costantemente a dover affrontare e che nella nostra azienda è stato calmierato in diverse realtà con l’incremento del numero di letti assegnati, tuttavia spesso in setting distanti laddove il personale infermieristico non sempre ha specifiche competenze .Il carico di lavoro per l’internista è rilevante e il rischio clinico dei pazienti da non trascurare. Dai numeri ci aspettiamo possibili modifiche organizzative migliorative.

6°SPAZIO: La deprescrizione è un obbligo per tutti i clinici, e il ricovero in Medicina interna l’occasione per ottimizzare terapie nell’ottica dell’appropriatezza. La procedura richiede tempo soprattutto in ambito di comunicazione. I numeri ci mostreranno quanto siamo attivi e i margini di miglioramento per questa problematica sempre più rilevante nei nostri pazienti politrattati.

7° SPAZIO: Dalla raccolta di un questionario distribuito a tutti i nostri internisti sarà possibile pesare l’aderenza e il rilievo che viene dato a scelte organizzative, ai rapporti interprofessionali e con la dirigenza per poter meglio indirizzare nuove scelte condivise.


Deadline iscrizione
11/11/2019


Crediti ECM:
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