L'emersione e la presa in carico dei pazienti HCV positivi presso i SERD e le comunità terapeutiche

Benvenuto!

L’avvento dei farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel trattamento dell’infezione da virus dell’epatite C (HCV), portando elevatissimi tassi di risposta virologica, ottima tollerabilità e facilità d’uso. In Italia, dall’introduzione dei DAA sono stati trattati oltre 180.000 pazienti che rappresentavano prevalentemente i soggetti noti da tempo ai centri specialistici e con una decennale storia di fallimenti terapeutici.
Per il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo proposto da WHO di eradicare il virus HCV entro il 2030, è di primaria importanza aggredire in maniera massiva e sistematica le popolazioni che ad oggi rappresentano i maggiori serbatoi dell’infezione. Dal punto di vista epidemiologico, gli utilizzatori di sostanze per via iniettiva (PWID) costituiscono oggi il target prioritario su cui bisogna intervenire, rappresentando la popolazione che presenta il maggior rischio di trasmissione di HCV. Sappiamo che l’uso iniettivo di sostanze è responsabile della maggior parte delle nuove infezioni da HCV e che ciascun PWID con infezione da HCV è in grado di infettare almeno altri venti consumatori di sostanze entro i primi tre anni dall’inizio del contagio. Lo screening ed il trattamento efficace di questa popolazione ad elevato rischio sono quindi strumenti fondamentali, anche in termini di Sanità pubblica, per limitare l’insorgere di nuovi casi e ridurre i costi associati alla progressione della malattia. Al fine di raggiungere queste popolazioni è necessario superare le diverse barriere che limitano il trattamento dell’epatite C nei consumatori di sostanze. La chiave di volta per conseguire questo obiettivo è rappresentata dall’integrazione di competenze multidisciplinari che, combinate tra loro, definiscano un nuovo modello operativo per la presa in carico ed il trattamento integrato dei consumatori di sostanze con HCV. Si devono quindi delineare nuovi percorsi gestionali e programmi integrati di presa in carico del paziente PWID con HCV, che coinvolgano sia chi è in costante contatto con tali popolazioni, come gli operatori dei Servizi per le Dipendenze (Ser.D) e le Comunità Terapeutiche, sia gli specialisti, Infettivologi o Gastro-Epatologi, che gestiscono le terapie anti-HCV.
Gli obiettivi dell’evento sono i seguenti: 1) condividere le diverse esperienze per comporre il quadro attuale per quanto riguarda la gestione dei PWID HCV-positivi nella regione Toscana; 2) identificare le possibili barriere che limitano l’accesso alle terapie e sviluppare un algoritmo per la presa in carico del consumatore di sostanze con infezione da HCV; 3) implementare la collaborazione fra specialisti delle dipendenze, Comunità Terapeutiche ed Infettivologi/Epatologi per sviluppare o ottimizzare modelli integrati di lavoro.


Deadline iscrizione
06/10/2019


Crediti ECM:
7